Ecco l’intervento del nostro affezionato lettore Josè, che come dice il titolo, vuole rappresentare un auspicio di speranza per tutte le persone alla ricerca di un lavoro in questo difficile periodo.
“Scrivo questa e-mail per raccontare una storia diversa da quelle che pubblicate normalmente. Senza entrare troppi nei dettagli espongo i fatti. Dal Febbraio 2008 fino al 2011 ho lavorato in maniera continuativa con la stessa agenzia interinale e stessa azienda utilizzatrice. La speranza dopo mille rinnovi e contratti era che la mia posizione da determinato passasse a indeterminato. Purtroppo cosi non è stato e anzi ad Aprile 2011 mi hanno lasciato a casa senza un motivo che fosse di carattere lavorativo e la cosa peggiore e’ che al posto mio hanno messo un’altra persona a fare le stesse mansioni pero’ con un altra agenzia interinale. Mi sono rivolto ai sindacati i quali hanno preso a cuore la mia storia e sono in fase di vertenza. Dal momento in cui sono rimasto a casa mi sono dato da fare a cercare un altra posizione lavorativa pero’ senza risultati. Siamo alla fine di Gennaio 2012 e rimango ancora dissocupato. Il fatto è che ho esperienza a livello impiegatizio e conosco bene l’inglese e i sistemi gestionali sono completo e mi adatto facilmente a qualsiasi contesto nonostante questo ho fatto un sacco di colloqui con agenzie ma nessuno e’ andata in porto. Ora mi sorge una domanda spontanea può essere che avendo subito un torto e avendo messo in causa i sindacati mi abbia ’segato’ le gambe e la possibilita’ di sperare in un futuro?
Sarebbe il colmo pensarla cosi. Io non mi arrendo sono tenace e sicuro che trovo il lavoro e’ matematico che prima o poi si trova. Non capisco pero’ perche’ una persona che ha sempre lavorato onesto e pieno di risorse rimane a casa quando il lavoro c’era nell’azienda in cui lavoravo. Fossi stato a casa come la maggior partedelle persone lo avrei capito di più. Io allego il mio presente curriculum vitae perchè sono fermo da parecchio tempo e ho bisogno di lavorare. Sperando di riuscire a trovare una via d’uscita che fatico ora a cercare vi saluto.”
Josè S.
Tags: disoccupazione, lettere, ricerca del lavoro
22 febbraio, 2012 at 13:47
Josè,
Dal nome immagino che sei [...]
27 febbraio, 2012 at 15:32
Pietro, su questo blog non sono ammessi insulti. Se vuoi puoi riformulare il tuo pensiero in termini civili.