In base a quanto si evince da un nuovo studio Istat “La conciliazione tra lavoro e famiglia”, sia gli uomini che le donne devono in qualche modo dividere e impiegare le proprie energie mentali e fisiche per lavorare e al contempo per accudire regolarmente bambini, adulti malati, disabili e anziani.
Secondo lo studio in questione, sono circa 15 milioni e 182 mila gli italiani impegnati su questo duplice fronte, con il risultato che la loro partecipazione al mondo del lavoro ne viene pesantemente condizionata.
Una situazione che pesa soprattutto sulle donne, tanto per cambiare sempre più svantaggiate! Infatti i dati Istat dicono che tra le madri di 25-54 anni, la quota di donne occupate è pari al 55,5%, mentre tra i padri raggiunge il 90,6%.
La maggior parte delle donne, infatti, superata la fatidica soglia dei 30 anni, sembra destinata a una scelta categorica tra figli – famiglia e lavoro.
La mancanza di servizi pubblici che aiutino le persone che devono accudire bambini, disabili o anziani è il principale impedimento per poter avere lavoro a tempo pieno.
Ecco come incidono i figli sull’impegno lavorativo delle madri: sono inattive il 36% delle donne con un figlio, il 41,5% di quelle con due figli e il 62,0% delle donne con tre figli o più.
Dati imparagonabili a quelli riguardanti gli uomini: pochi punti percentuali per i padri e i mariti impegnati a tempo pieno nella gestione delle incombenze familiari.
Per farla breve: siamo nel 2012 ma lo squilibrio nel mercato del lavoro a sfavore delle donne permane, eccome!
Dite la vostra!