Gli over 40 alzano la voce!

Ecco la seconda parte della lunga lettera denuncia inviata dall’Associazione Lavoro Over 40 all’attenzione delle istituzioni: il tema è al discriminazione di cui sono oggetto oggi i lavoratori ed i disoccupati in età matura, milioni di persone abbandonate al loro destino.

I giovani e i lavoratori Over 40: no allo scontro generazionale.

Si sente parlare sempre più spesso della drammatica situazione della disoccupazione giovanile, che raggiunge cifre proibitive di circa il 27% (35% se si considerano anche gli “scoraggiati”) ed alla
quale occorre trovare una soluzione.
Già dalla fine del 2010 il Presidente della Repubblica ha evidenziato il fenomeno della disoccupazione giovanile nel suo discorso alla nazione del 31 dicembre 2010. […] A tale denuncia, drammaticamente ed indiscutibilmente reale, sono poi seguite, nel corso del 2011, altre denunce da parte di tutte le forze politiche parlamentari ed extraparlamentari e per finire anche dal Governo Monti, che ha ricordato in diverse occasioni la necessità di privilegiare tali classe di lavoratori. Anche nelle recenti decisioni sulle liberalizzazioni si è tracciata una corsia preferenziale per i giovani, concedendo loro la possibilità di creare aziende con 1 euro di capitale. Ciò dimostra la giusta e grande sensibilità al tema del futuro di questi cittadini e soprattutto che è necessario trovare risorse da dedicare alla soluzione di problemi sociali.
Senza nulla togliere a queste affermazioni ed alla presa di coscienza del loro peso e gravità, e quindi della necessità di porre rimedio, è necessario evidenziare alcune riflessioni che toccano da vicino anche altre fasce della popolazione lavorativa, come i lavoratori Over 40 espulsi dal mondo del lavoro: fenomeno presente da molti anni ed acuìto dalla attuale crisi economica. Essi meritano altrettanta e significativa attenzione in quanto la perdita di lavoro in età matura frena il sostegno ai giovani limitando le loro speranze nel futuro.
Con l’art. 2 del provvedimento Salva Italia (agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro nonché per giovani e donne), viene decretato un incentivo di 10.600 euro (15.200 euro per il Sud) per il 2012, da far valere sull’IRAP, confermando la accentuata tendenza del Governo a favorire la riduzione della disoccupazione giovanile. La chiara e netta presa di posizione che emerge esaspera anco più la tendenza ad emarginare sempre più la fascia lavorativa Over 40, che è colpita già pesantemente con i provvedimenti inerenti la pensione di cui si è parlato in precedenza.
Vogliamo ricordare che focalizzare l’attenzione solo sui giovani rischia di essere pura demagogìa perché ci si ferma ai dati percentuali del fenomeno, indubbiamente reali e drammatici.
Se si ha il coraggio di approfondire l’analisi indagando sui valori assoluti del fenomeno (dati ISTAT), e cioè le teste di chi soffre il problema della disoccupazione, è facile verificare che la
dimensione del fenomeno disoccupazione dei lavoratori maturi e degli scoraggiati over 40 è costantemente superiore a quella della classe dei giovani (classe15/24 anni), fino alla soglia dei 54 anni con l’aggravante che gli Over 40 devono appunto sostenere i giovani e spesso gli anziani genitori.
L’enfatizzare quindi il problema dei giovani, la dimensione della disoccupazione, la preoccupazione per il loro futuro, il richiamo alla classe politica per ricercare soluzioni, sminuisce, anzi nasconde
l’altrettanto grande problema: la mancanza di lavoro e di futuro per i lavoratori maturi over 40 che hanno avuto la sfortuna di essere espulsi per diverse ragioni dal mondo del lavoro e che il mondo del lavoro rifiuta di re-inserire.
La classe politica, le parti sociali e ancor di più il decreto Salva Italia, si sono dimenticati di questi lavoratori precari e/o disoccupati Over 40 (lavoratori maturi) che sono circa 1,5 milioni di persone in Italia nel 2010 (comprendendo gli “scoraggiati), con una crescita del fenomeno più alta della crescita della disoccupazione giovanile, ma con effetti molto più dirompenti rispetto ai giovani. Se questi ultimi non hanno una prospettiva futura, i primi hanno un problema immediato e reale con ovvie e drammatiche conseguenze sul futuro non solo loro, ma di tutta la loro famiglia. Infatti un lavoratore Over 40 che trova difficoltà nel reinserimento nel modo del lavoro, a causa di stereotipi legati alla età o per mancanza di incentivi all’assunzione (anche se ci sono e vengono spesso dimenticati, sia dalle istituzioni sia dalle aziende, che dagli intermediari), propaga gli effetti negativi oltre che a sé stessi, anche ai discendenti ed agli ascendenti.
Ai figli l’effetto negativo di traduce in un mancato sostegno alla continuazione degli studi o all’inizio dell’attività lavorativa ed in definitiva un freno alle loro speranze future. A se stessi la problematica si manifesta nella difficoltà di sostegno della famiglia per superare la condizione di precarietà che vivono e nella difficoltà di mantenimento degli impegni economici assunti in precedenza come ad esempio il pagamento dei mutui.
Agli ascendenti l’effetto negativo comporta il mancato sostegno di cura alle persone anziane sia in termini di presenza personale, che economico (non si hanno più i mezzi per l’aiuto di una collaboratrice/tore familiare oppure i mezzi per l’acquisti di farmaci o altro necessario per la cura). Se poi ad essere colpito è il genere femminile o le coppie separate la cosa diventa ancora più grave.
In definitiva accentuando la attenzione solo alla disoccupazione giovanile e relegando ai margini l’attenzione al problema di reinserimento degli Over 40 nel mondo del lavoro o comunque non
pensando ad una soluzione temporanea e/o definitiva, comporta effetti sociali ed economici ben più pesanti rispetto la mancanza di lavoro e di futuro per i giovani.
Mentre per questi ultimi il problema è proiettato al futuro, anche se limitato alla singola persona, per gli Over 40 il problema è immediato e diffuso a tutto l’ambito familiare. Si può dire che per ogni disoccupato Over 40 le conseguenze si propagano ad almeno 3 o 4 persone della famiglia. Questa considerazione non deve essere interpretata come una difesa di classe all’insegna di una lotta generazionale; al contrario è indice di una solidarietà intergenerazionale che si muove in modo bidirezionale: cosa possono dare i giovani agli anziani in termini di approccio alle nuove tecnologie ed idee e cosa possono dare gli anziani (meglio dire i lavoratori maturi) ai giovani in termini di esperienza. E’ un tema che fra l’altro sarà oggetto dell’ anno europeo 2012 dedicato alla “Active Ageing” e alla solidarietà intergenerazionale.

L’auspicio

Questa presa di posizione è un grido di allarme per invitare la classe politica e di governo a meditare sulle scelte da fare, a non farsi condizionare dai problemi del momento ed a pensare ad una soluzione che possa soddisfare le aspettative dei cittadini. Sarebbe anche opportuno che questo “grido di dolore” non appariscente ma sotterraneo degli Over 40 venisse considerato in tutta la sua entità e gravità e valutato in misura identica alla considerazione e al peso che viene dato ai problemi dei giovani.
Cosa ci aspettiamo? Le considerazioni fatte dovrebbero far riflettere maggiormente le forze politiche e chi ci governa sulla necessità di adottare misure di sostegno per la sfortunata categoria di lavoratori Over 40, bistrattata e dimenticata. Così come si è messa la giusta attenzione sulle problematiche della disoccupazione giovanile, altrettanto ci si aspetta per gli Over 40.
Ma come? E’ assolutamente improrogabile una riforma del mercato del lavoro per sradicare l’attuale impostazione che risente di retaggi del passato, sia da parte dei sindacati che da parte delle aziende. Il tema è attualmente molto caldo ed il governo Monti si appresta ad affrontarlo.
In questo ambito occorre puntare gli occhi su alcuni aspetti determinanti che riguardano una diversa concezione del mondo del lavoro, in linea con le aspettative del mercato ma con l’attenzione alla difesa dei diritti dei lavoratori. In Europa si parla sempre più spesso, e da molti anni, di “flexicurity”, una modalità organizzativa che tende a conciliare le due opposte tendenze di attenzione al mercato ed ai lavoratori per trovare un punto di equilibrio. In Italia di flexicurity non se ne sente parlare oppure se ne sente parlare a sproposito, evidenziando i soli punti critici e negativi e mai i punti di possibile condivisione dai quali partire.
Si vuole che le istituzioni dedichino risorse al fine di “educare” il mondo del lavoro alla non discriminazione per età (e non solo), attivando le giuste misure sanzionatorie e di controllo come previsto dal DLGS 216/03. Ci si aspetta che la lotta alla discriminazione non sia una sola facciata formale, ma sostanziale, invitando le aziende a fare scelte che valorizzino il Capitale Umano che le persone possono offrire, tenendo conto delle loro competenze formali, informali e non formali e non solo guardando le capacità professionali ed il risparmio economico.
Invitiamo ancora le Istituzioni a perseguire politiche attive in linea con le strategie europee in tema di non esclusione dal mondo del lavoro e alla partecipazione attiva dell’active ageing e della solidarietà internazionale, tema europeo dell’anno non solo per il 2012, ma per gli anni a venire. Sul piano operativo sarebbe opportuno sperimentare anche in Italia le politiche attive adottate dai paesi del Nord Europa in tema di gestione dei lavoratori maturi ed anziani al fine di creare una transizione morbida al pensionamento e nel contempo creare le condizioni per un reale trasferimento delle competenze alle nuove generazioni.
In definitiva vorremmo proporre un incontro nel quale approfondire tutte queste tematiche al fine di prendere atto delle problematiche e quindi consentire ai decisori di predisporre un piano socialmente più equilibrato rispetto le drastiche decisioni adottate in questi ultimi mesi.

Dott. Giuseppe Zaffarano

Presidente Associazione Lavoro Over 40
presidente@lavoro-over40.it

(foto: Alejandro_Cortés @flickr.com)

Tags: , ,

1 commento a “Gli over 40 alzano la voce!”

  1. scalzi giuseppe Says:

    o 44 o lavorato nel settore edile come muratore, mi sono trovato sempre il lavoro con la mia forza di volontà e grinta. gli ultimi anni o lavorato come artigiano edile adesso x carenza di lavoro mi son dovuto cancellare o cercato di tenere i dendi stretti x no chiudere alla fine o dovuto mollare adesso cerco lavoro all”estero come muratore niente da fare molte promesse non concesse cordiali saluti

Scrivi un commento