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	<title>Catapulta Blog</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Documento denuncia degli Over 40 alle Istituzioni</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Monaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Lavoro Over 40]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro "over 40"]]></category>
		<category><![CDATA[over 40]]></category>

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Pubblichiamo la prima parte di un lungo e dettagliato documento-denuncia realizzato dall’Associazione Lavoro Over 40, organizzazione presieduta da Giuseppe Zaffarano che da anni è impegnata nella difesa dei diritti dei lavoratori in età matura, disoccupati e precari. Il testo è stato inviato all’attenzione dell’attuale Ministro del Lavoro, in un fase delicata dell’azione di Governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<div id="attachment_6751" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-6751" title="disoccupati_over_40" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2011/12/disoccupati_over_40.jpg" alt="Lettera Denuncia Lavoratori Over 40" width="500" height="332" /><p class="wp-caption-text">Lettera Denuncia Lavoratori Over 40</p></div>
<address>Pubblichiamo la prima parte di un lungo e dettagliato documento-denuncia realizzato dall’Associazione Lavoro Over 40, organizzazione presieduta da Giuseppe Zaffarano che da anni è impegnata nella difesa dei diritti dei lavoratori in età matura, disoccupati e precari. Il testo è stato inviato all’attenzione dell’attuale Ministro del Lavoro, in un fase delicata dell’azione di Governo mentre si sono prese decisioni dolorose in materia pensionistica e si stanno per compiere scelte cambieranno ancora una volta il mercato del lavoro in Italia. Criticità e proposte: il documento, oltre ad essere una denuncia della condizione di grande precarietà di milioni di nostri concittadini, propone soluzioni per provare a risolvere, almeno in parte, questa triste condizione. Buona lettura.<span id="more-6856"></span></address>
<h3>La criticità della manovra Salva Italia: effetti sui lavoratori Over40.</h3>
<p>La manovra governativa, toccando i punti concernenti, la modifica delle pensioni e l&#8217;incentivo  all&#8217;occupazione giovanile, ha accentuato l&#8217;isolamento sociale dei lavoratori Over 40, soprattutto se questi si trovano nella sfortunata condizione di essere disoccupati e più ancora se si trovano vicini  alla soglia della pensione. L&#8217;adozione delle misure è stata accolta come un violento schiaffo verso  una categoria di lavoratori deboli, non rispettando minimamente le elevate responsabilità che essi  hanno verso la famiglia (giovani figli e anziani a carico compresi) e verso la società (impegni economici).<br />
Dispiace affermarlo, ma nonostante che il Governo si sia sforzato di presentare la manovra come  fatta con particolare attenzione agli aspetti sociali, in realtà l&#8217;effetto ottenuto sui lavoratori over 40<br />
jobless, ma non solo su loro, fa presupporre che il problema delle pensioni sia stato affrontato senza la consapevolezza (tanto sbandierata) delle conseguenze sociali, ma seguendo i canoni<br />
dettati dalle dottrine economiche maturate ed insegnate nel mondo universitario, dove i fenomeni  economici sono studiati e le soluzioni sono proposte ed adottate sulla base dei benefici ottenuti<br />
solo in campo economico ma trascurando gli effetti sociali che ne derivano, considerandoli solo come effetti spuri e di poco rilievo.</p>
<h3>Il tema delle pensioni e i lavoratori Over 40: le loro penalizzazioni.</h3>
<p>Il mondo delle pensioni fino ad oggi è sempre stato una selva di condizioni, lacci e lacciuoli che ne rendevano complessa l&#8217;applicazione. La svolta data dalla riforma messa in atto dalla manovra &#8220;salva Italia&#8221; ha cercato di rendere lineare ed omogeneo il trattamento, muovendosi e tenendo  sotto controllo le nuove variabili di sistema, vale a dire l&#8217;aumento della speranza di vita, il  contenimento economico della spesa pensionistica proiettata nel futuro, la necessità di mantenere  il lavoro ad età più avanzate rispondendo anche ai condizionamenti costrittivi dell&#8217;Europa in tale direzione.<br />
Purtroppo l&#8217;adozione delle misure ha creato una serie di problemi sociali molto forti soprattutto  nelle condizioni marginali di chi era sul filo di lana per andare in pensione e procrastinando lo  stillicidio di quella fascia di lavoratori Over 40 che si trova in condizione di disoccupazione con una  grandissima difficoltà di reinserimento lavorativo. Le difficoltà toccate si possono evidenziare in<br />
questi punti:<br />
1) Le donne hanno ricevuto il maggior danno vedendo passare repentinamente l&#8217;età pensionabile  a 62 anni al 1/1/2012 per diventare 66 anni nel 2018 (al netto delle speranze di vita),  dimezzando l&#8217;arco di tempo programmato fino al 2011. Nel pubblico impiego poi il passaggio repentino a 66 anni dal 2012 è stato molto dannoso.<br />
2) Per gli uomini pur non essendosi modificato di molto l&#8217;età pensionabile di vecchiaia (da 65  anni è passata a 66 anni al 1/1/2012), sono stati di notevole impatto l&#8217;annullamento del<br />
principio della pensione di anzianità e lo spostamento repentino verso l&#8217;alto delle condizioni di  pensionamento non adottando una politica di morbido adattamento alle future condizioni.<br />
3) L&#8217;eliminazione del meccanismo delle quote, ponendo un limite minimo alle condizioni di  pensione di 42 anni (al 1/1/2012) ha provocato nelle classi limite dei nati negli anni 1951 e  1952 un repentino balzo di 6 anni per il raggiungimento della soglia di quiescenza. Tale  condizione, iniqua rispetto alle altre classi di età, è stata attenuata con &#8220;un aggiustamento in  corso d&#8217;opera&#8221; che ha ridotto a 4 anni tale balzo, ma ha pur sempre creato un fortissimo disagio in coloro che ne sono stati toccati in quanto si sono visti allontanare la pensione quando questa era a portata di mano. Una grande beffa che poteva essere evitata (e lo potrebbe essere ancora) rendendo più morbido tale passaggio.<br />
Se queste sono situazioni negative abbastanza evidenti ed individuabili, il cui scontato risvolto  sociale non è stato tenuto sufficientemente in debito conto, esistono altre situazioni più subdole e meno appariscenti che riguardano gli Over 40 in difficoltà lavorativa.  Non parliamo di coloro che sono protetti dai sindacati attraverso l&#8217;adozione della cassa  integrazione della mobilità e quindi accompagnati nel difficile percorso determinato dalla crisi  attuale, ma di coloro che dopo i 40 anni per qualunque ragione sono rimasti al palo e senza lavoro,  e che sperimentano una difficoltà, ma a volte l&#8217;impossibilità di reinserimento: Le ragioni sono  diverse e sono riconducibili a stereotipi aziendali che rifiutano i lavoratori &#8220;anziani&#8221; (meglio dire  lavoratori maturi) ma anche non applicazione delle norme (art. 54 e segg. della legge Biagi) o alla  inefficacia degli stimoli economici (incentivi) alle aziende per la loro assunzione interpretati ed  utilizzati solamente come risparmio aziendale temporaneo e non come strumento per la valorizzazione delle esperienze in azienda.<br />
Tali persone sono costrette a lavorare in condizioni veramente precarie, al pari e forse più dei tanto  sbandierati giovani, accettando spesso lavori non proprio consoni alla loro professionalità ed alla<br />
espressione della loro esperienza: L&#8217;accettazione di tali condizioni lavorative critiche sono  frequentemente dettate dal sentire il peso della responsabilità nella conduzione della famiglia,  quella stessa famiglia che consente ai giovani di sostenere la loro condizione di alta  disoccupazione (in termini percentuali ma non in valore assoluto), e magari sostenere i genitori anziani che hanno necessità di particolari cure.<br />
Pertanto a fronte di un positivo allungamento della vita fisica ed alla conseguente necessità di  allungare anche la vita lavorativa al fine di evitare la crescita a dismisura della spesa pensionistica, si assiste alla paradossale situazione che il mondo del lavoro RIFIUTA in generale il reinserimento dei lavoratori Over40 con l&#8217;accentuazione del fenomeno per le età superiori ai 50 anni ed ancor più  per i 60 anni. Se si analizzano i provvedimenti adottati in questi ultimi anni da alcune regioni e  province per contrastare il fenomeno, sviluppando iniziative volte a recuperare questa fascia di età; ci si accorge che sono stati spesso inefficaci e vani e che dopo una parentesi applicativa il tutto è  rientrato nel paradigma del rifiuto di questa classe di età. L&#8217;unico grande vantaggio l&#8217;hanno avuto le aziende che in regime di sussidiarietà hanno operativamente sviluppato i progetti.<br />
Questo duplice contrastante valutazione, cioè aspetti di evoluzione demografica da un lato e  tendenza a mantenere lo status quo da parte delle aziende dall&#8217;altro lato, accentua la criticità del fenomeno e dimostra ancor di più la paradossale situazione che le iniziative legislative di  allungamento della vita lavorativa se non condotte con particolare attenzione agli effetti sociali e se non adottate con un&#8217;attenta gradualità, producono effetti positivi solo sulla carta.<br />
L&#8217;aumento dello  &#8220;spread temporale&#8221; cioè il ritardare il momento di quiescenza, non fa altro che aumentare lo stillicidio che i lavoratori Over 40 (lavoratori maturi) jobless devono subire mantenendo le condizioni lavorative precarie ed alimentando il già elevato senso di frustrazione per non poter offrire al meglio la loro professionalità, ma soprattutto aumentando il grado di povertà attuale e futuro dopo la quiescenza.<br />
(segue)
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		<title>Cercare e Trovare Lavoro con LinkedIn. Alcuni Consigli Utili</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Baggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jobmagazine/Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[forse non tutti sanno che....]]></category>
		<category><![CDATA[il curriculum vitae]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[trovare lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei canali sempre più utilizzati per cercare e trovare lavoro (ma anche per offrirlo) è senza ombra di dubbio LinkedIn, il più diffuso social network professionale su scala planetaria. Per chi non lo sapesse, si tratta di una piattaforma online che sfrutta le potenzialità offerte dalla rete per creare e sviluppare contatti utili alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Uno dei canali sempre più utilizzati per cercare e trovare lavoro (ma anche per offrirlo) è senza ombra di dubbio LinkedIn, il più diffuso social network professionale su scala planetaria. Per chi non lo sapesse, si tratta di una piattaforma online che sfrutta le potenzialità offerte dalla rete per creare e sviluppare contatti utili alla propria carriera professionale.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sul sito Ninjamarketing.it è stato recentemente postato un articolo contenente proprio consigli e dritte utili per utilizzare al meglio LinkedIn.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nulla di misterioso o di miracoloso, sia chiaro! Diciamo che vengono segnalate alcune regole di buon senso da seguire per aumentare le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo. Ecco, in sintesi, i punti salienti:</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La prima riguarda la tecnica da seguire per completate il profilo in modo esaustivo.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La seconda fa riferimento alla necessità di essere il più possibile onesti e coerenti nello specificare le proprie competenze.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La terza si concentra sulla necessità di rendere il vostro profilo particolarmente partecipativo, in linea con la natura social della piattaforma di LinkedIn.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La quarta regola da seguire su focalizza sulle modalità di &#8220;approccio&#8221; verso altri utenti che vorreste inserire nei vostri contatti diretti.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La quinta e ultima dritta ha a che fare con le modalità da seguire per coltivare e mantenere sempre aggiornato il vostro network.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Se vi interessa approfondire l&#8217;argomento cliccate sul seguente link:</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">http://www.ninjamarketing.it/2012/01/30/linkedin-5-consigli-di-personal-branding/</div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6854" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/Cercare-e-Trovare-Lavoro-con-LinkedIn.-Consigli-Utili.gif" alt="Cercare e Trovare Lavoro con LinkedIn. Consigli Utili" width="521" height="283" />Uno dei canali sempre più utilizzati per cercare e trovare lavoro (ma anche per offrirlo) è senza ombra di dubbio LinkedIn, il più diffuso social network professionale su scala planetaria. Per chi non lo sapesse, si tratta di una piattaforma online che sfrutta le potenzialità offerte dalla rete per creare e sviluppare contatti utili alla propria carriera professionale.<span id="more-6853"></span></p>
<p>Sul sito Ninjamarketing.it è stato recentemente postato un articolo contenente proprio consigli e dritte utili per utilizzare al meglio LinkedIn.</p>
<p>Nulla di misterioso o di miracoloso, sia chiaro! Diciamo che vengono segnalate alcune regole di buon senso da seguire per aumentare le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo. Ecco, in sintesi, i punti salienti:</p>
<p>La prima riguarda la tecnica da seguire per completate il profilo in modo esaustivo.</p>
<p>La seconda fa riferimento alla necessità di essere il più possibile onesti e coerenti nello specificare le proprie competenze.</p>
<p>La terza si concentra sulla necessità di rendere il vostro profilo particolarmente partecipativo, in linea con la natura social della piattaforma di LinkedIn.</p>
<p>La quarta regola da seguire su focalizza sulle modalità di &#8220;approccio&#8221; verso altri utenti che vorreste inserire nei vostri contatti diretti.</p>
<p>La quinta e ultima dritta ha a che fare con le modalità da seguire per coltivare e mantenere sempre aggiornato il vostro network.</p>
<p>Se vi interessa approfondire l&#8217;argomento cliccate sul seguente link:<br />
<strong><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/01/30/linkedin-5-consigli-di-personal-branding/"> Cercare e Trovare Lavoro con LinkedIn</a> e sui social network in genere.</strong>
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		<title>Le offerte di Lavoro di Catapulta su Cielo tv</title>
		<link>http://blog.catapulta.it/le-offerte-di-lavoro-di-catapulta-su-cielo-tv.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Monaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un piccolo &#8220;assaggio&#8221; della nostra collaborazione a &#8220;Cielo Job&#8221;, la rubrica dedicata al lavoro di  &#8220;Buongiorno Cielo&#8221;, magazine mattutino di Cielo Tv (Sky). Ringraziamo Paola Saluzzi e lo staff di &#8220;Buongiorno Cielo&#8221; per l&#8217;attenzione riservataci e la grande cordialità. E grazie in particolare ai telespettatori di Cielo che sono venuti a trovarci su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un piccolo &#8220;assaggio&#8221; della nostra collaborazione a <em>&#8220;Cielo Job&#8221;</em>, la rubrica dedicata al lavoro di <em><strong> <a title="Buongiorno Cielo Programma Tv" href="http://www.cielotv.it/programmi/buongiorno_cielo.html" target="_blank">&#8220;Buongiorno Cielo&#8221;</a></strong></em>, magazine mattutino di <a title="Cielo Tv" href="http://www.cielotv.it" target="_blank"><strong>Cielo Tv</strong></a> (Sky). Ringraziamo<strong> Paola Saluzzi</strong> e lo staff di<em> &#8220;Buongiorno Cielo&#8221;</em> per l&#8217;attenzione riservataci e la grande cordialità. E grazie in particolare ai telespettatori di Cielo che sono venuti a trovarci su <strong><a title="Catapulta.it Lavoro e Carriere" href="http://www.catapulta.it" target="_blank">Catapulta.it</a></strong> e sul nostro blog: ci risentiremo presto!</p>
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		<title>C&#8217;è disinformazione sugli stage?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Monaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[formazione e stage]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[stage]]></category>
		<category><![CDATA[tirocini]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
C&#8217;è disinformazione sugli stage? Forse si, almeno a leggere le notizie che circolano negli ultimi tempi. Si parla infatti sempre più spesso di inutilità degli stage perché non favorirebbero il successivo inserimento al lavoro dei tirocinanti. Può essere vero in alcuni casi, ma oggi non vogliamo esprimere un&#8217;opinione in questo acceso dibattito bensì illustrarvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6827" title="indagine_sportello_stage" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/indagine_sportello_stage1.jpg" alt="indagine_sportello_stage" width="550" height="413" />C&#8217;è disinformazione sugli stage? Forse si, almeno a leggere le notizie che circolano negli ultimi tempi. Si parla infatti sempre più spesso di inutilità degli stage perché non favorirebbero il successivo inserimento al lavoro dei tirocinanti. Può essere vero in alcuni casi, ma oggi non vogliamo esprimere un&#8217;opinione in questo acceso dibattito bensì illustrarvi i risultati di una ricerca condotta da <a title="ACTL Sportello Stage" href="http://www.sportellostage.it/" target="_blank">ACTL Sportello Stage</a>, ente impegnato da molti anni nella realizzazione di tirocini formativi: contrariamente a quanto sostenuto da più parti secondo ACTL gli stage servono per il lavoro, eccome, visto che in media <strong>il 45% di quelli attivati </strong>dall&#8217;ente milanese si trasforma in un impiego.<em> “Lo stage è uno strumento di formazione e orientamento durante gli studi ma anche un valido strumento di inserimento lavorativo al termine degli studi: lo dimostrano i dati con il 45% dei giovani assunti dopo lo stage” </em>dichiara Marina Verderajme, Presidente ACTL.<span id="more-6815"></span><br />
<strong> Allora perché ci sono opinioni così contrastanti su questo argomento?</strong><br />
<em> &#8220;Circolano purtroppo indagini che mettono insieme monitoraggi e dati sugli stage curriculari e extracurriculari che per finalità e contenuti sono diversi tra loro&#8221;,</em> spiegano in ACTL. In effetti gli stage curriculari hanno funzione prettamente formativa e sono parte di un percorso di studio, mentre gli stage extracurriculari consentono l’acquisizione di competenze professionali non acquisibili durante gli studi e sono uno strumento di orientamento alla scelta e all&#8217;inserimento lavorativo.<br />
Ogni anno ACTL Sportello Stage monitora l’andamento degli stage promossi (oltre 7000 all’anno sul territorio nazionale). L&#8217;indagine di cui riferiamo in questo post è stata realizzata su un campione di 1067 stage extracurriculari attivati nel 2011: il risultato è che il 45% dei tirocinanti viene inserito in azienda al termine dello stage.<br />
Dalla stessa indagine emerge che, per quanto riguarda le tipologie di contratto, il 35% dei tirocinanti viene inserito con un contratto a tempo determinato, il 33% con contratto di collaborazione, il 22% con l’apprendistato Il 7% con un contratto a tempo indeterminato e il 3% con un contratto di inserimento.<br />
<em> &#8220;ACTL effettua un controllo qualitativo degli stage tramite la verifica dei progetti formativi e i questionari di monitoraggio proposti ai candidati e alle aziende, sia attraverso una campagna informativa trasparente sulle opportunità di questo strumento&#8221;,</em> affermano gli specialisti dell&#8217;ente milanese.<br />
Che dire, si tratta di un&#8217;indagine seppur parziale molto autorevole, dato che ci sono ben poche realtà in grado di attivare così tanti stage in un anno.<br />
<strong> Se volete approfondire l&#8217;argomento trovate tutto qui: <a title="Sportello Stage ACTL" href="http://www.sportellostage.it/" target="_blank">Sportello Stage ACTL</a></strong></p>
<p><em>(foto: Copyright (c) <a href="http://www.123rf.com">123RF Stock Photos</a>)</em>
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		<title>Facebook crea lavoro e aumenta i fatturati delle aziende</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Baggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jobmagazine/Altro]]></category>
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		<category><![CDATA[il mondo del lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Facebook crea lavoro e aumenta i fatturati delle aziende
Oltre a essere il social network per antonomasia, un canale online attraverso il quale chiunque può tenersi in contatto e condividere l&#8217;intera esistenza con la propria rete sociale, Facebook sarebbe anche un utilissimo strumento per cercare e trovare lavoro.
A sostenerlo è un recentissimo studio commissionato da Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Facebook crea lavoro e aumenta i fatturati delle aziende</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oltre a essere il social network per antonomasia, un canale online attraverso il quale chiunque può tenersi in contatto e condividere l&#8217;intera esistenza con la propria rete sociale, Facebook sarebbe anche un utilissimo strumento per cercare e trovare lavoro.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">A sostenerlo è un recentissimo studio commissionato da Facebook alla società di consulenza Deloitte per analizzare l&#8217;impatto del social network nel mondo business dei Paesi dell&#8217;Europa.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ebbene, secondo i dati della ricerca, risulterebbe che nel Vecchio Continente Facebook è in grado di incrementare di 15,3 miliardi di euro il giro d&#8217;affari delle aziende, contribuendo a generare circa 232.000 posti di lavoro, 33800 dei quali proprio nel Bel Paese, 36.200 in Germania, 35200 in Gran Bretagna, 20200 in Spagna e 21900 in Francia.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Niente male per un&#8217;idea partorita pochi anni fa da un anonimo studente universitario americano!</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per approfondire l&#8217;argomento clicca sul seguente link:</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Facebook crea lavoro e aumenta i fatturati delle aziende</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=178425&amp;sez=HOME_NOSTRISOLDI&amp;ssez=</div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6818" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/job-hunting_with_facebook.jpg" alt="job-hunting_with_facebook" width="560" height="311" />Facebook crea lavoro e aumenta i fatturati delle aziende? Oltre a essere il social network per antonomasia, un canale online attraverso il quale chiunque può tenersi in contatto e condividere l&#8217;intera esistenza con la propria rete sociale, Faccia di Libro sarebbe anche un utilissimo strumento per cercare e trovare un impiego o per aumentare sensibilmente il proprio business.<span id="more-6817"></span></p>
<p>A sostenerlo è un recentissimo studio commissionato da Facebook alla società di consulenza Deloitte per analizzare l&#8217;impatto del social network nel mondo business dei Paesi dell&#8217;Europa.</p>
<p>Ebbene, secondo i dati della ricerca, risulterebbe che nel Vecchio Continente Facebook sia in grado di incrementare di 15,3 miliardi di euro il giro d&#8217;affari delle aziende, contribuendo a generare circa 232.000 posti di lavoro, 33800 dei quali proprio nel Bel Paese, 36.200 in Germania, 35200 in Gran Bretagna, 20200 in Spagna e 21900 in Francia.</p>
<p>Niente male per un&#8217;idea partorita pochi anni fa da un anonimo studente universitario americano!</p>
<p>Per approfondire l&#8217;argomento clicca sul seguente link:</p>
<p><strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=178425&amp;sez=HOME_NOSTRISOLDI&amp;ssez=">Facebook crea lavoro e aumenta i fatturati delle aziende</a></strong>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.catapulta.it%2Ffacebook-crea-lavoro-e-aumenta-i-fatturati-delle-aziende.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=dark" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Aziende e università: accordi per far crescere l&#8217;occupazione</title>
		<link>http://blog.catapulta.it/aziende-e-universita-accordi-per-far-crescere-loccupazione.html</link>
		<comments>http://blog.catapulta.it/aziende-e-universita-accordi-per-far-crescere-loccupazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Baggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[formazione e stage]]></category>
		<category><![CDATA[forse non tutti sanno che....]]></category>
		<category><![CDATA[il mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[aziende che assumono]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[AZIENDE E UNIVERSITA&#8217;: ACCORDI PER FAR CRESCERE L&#8217;OCCUPAZIONE
Negli ultimi mesi i media hanno concentrato l&#8217;attenzione sul tasso di disoccupazione in Italia, con particolare riferimento a quella giovanile che a raggiunto cifre record.
Una situazione a dir poco preoccupante che fa però da sfondo a un fenomeno sempre più in voga nel mercato del lavoro italiano: gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">AZIENDE E UNIVERSITA&#8217;: ACCORDI PER FAR CRESCERE L&#8217;OCCUPAZIONE</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Negli ultimi mesi i media hanno concentrato l&#8217;attenzione sul tasso di disoccupazione in Italia, con particolare riferimento a quella giovanile che a raggiunto cifre record.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una situazione a dir poco preoccupante che fa però da sfondo a un fenomeno sempre più in voga nel mercato del lavoro italiano: gli accordi e le convenzioni tra atenei &#8211; università e aziende attive sul territorio.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Stiamo parlando di progetti e iniziative che vanno anche al di là del classico stage, percorsi professionali concordati e rivolti a studenti e laureati da inserire in un più stretto rapporto tra esperienza di tirocinio e ingresso nel mondo del lavoro.</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gli esempi sono davvero tanti e riguardano l’Università di Bologna, quella di Firenze, i Politecnici di Milano e Torino, le Università di Padova, La Sapienza, Tre e Tor Vergata e le Università di Bari e Palermo (solo per citarne alcune).</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per saperne di più cliccate sul link che segue:</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">AZIENDE E UNIVERSITA&#8217;: ACCORDI PER FAR CRESCERE L&#8217;OCCUPAZIONE</div>
<div style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">http://www.corriere.it/economia/trovolavoro/12_gennaio_20/vercellino-accordi-atenei-aziende_2b8832c8-4353-11e1-8047-0b06b4bf3f34.shtml</div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6811" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/università.jpg" alt="università" width="425" height="282" />Negli ultimi mesi i media hanno concentrato l&#8217;attenzione sul tasso di disoccupazione in Italia, con particolare riferimento a quella giovanile che a raggiunto cifre record. Una situazione a dir poco preoccupante che fa però da sfondo a un fenomeno sempre più in voga nel mercato del lavoro italiano per far crescere l&#8217;occupazione: gli accordi e le convenzioni tra atenei &#8211; università e aziende attive sul territorio che offfrono stage o assumono.</p>
<p><span id="more-6810"></span></p>
<p>Stiamo parlando di progetti e iniziative che vanno anche al di là del classico stage, percorsi professionali concordati e rivolti a studenti e laureati da inserire in un più stretto rapporto tra esperienza di tirocinio e ingresso nel mercato del lavoro.</p>
<p>Gli esempi sono davvero tanti e riguardano l’Università di Bologna, quella di Firenze, i Politecnici di Milano e Torino, le Università di Padova, La Sapienza, Tre e Tor Vergata e le Università di Bari e Palermo (solo per citarne alcune).</p>
<p>Per saperne di più cliccate sul link che segue:<br />
<a href="http://www.corriere.it/economia/trovolavoro/12_gennaio_20/vercellino-accordi-atenei-aziende_2b8832c8-4353-11e1-8047-0b06b4bf3f34.shtml">AZIENDE E UNIVERSITA&#8217;: ACCORDI PER FAR CRESCERE L&#8217;OCCUPAZIONE</a>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.catapulta.it%2Faziende-e-universita-accordi-per-far-crescere-loccupazione.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=dark" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Catapulta su Cielo Tv</title>
		<link>http://blog.catapulta.it/catapulta-su-cielo-tv.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Monaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[dicono di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Catapulta]]></category>
		<category><![CDATA[catapulta lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Catapulta.it]]></category>

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		<description><![CDATA[La prossima settimana, da lunedì 23 a venerdì 27 gennaio alle 7.55, appuntamento con le offerte di lavoro di Catapulta.it su Cielo, l&#8217;emittente  tv in chiaro di Sky sul digitale terrestre, canale 26. Parteciperemo al programma mattutino &#8220;Buongiorno Cielo&#8221;, condotto da Paola Saluzzi, presentando, durante un collegamento telefonico, 4 offerte di lavoro ogni giorno. Seguiteci!

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.catapulta.it"><img class="aligncenter size-full wp-image-6805" title="catapulta" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/catapulta.jpg" alt="catapulta" width="600" height="425" /></a>La prossima settimana, <strong>da lunedì 23 a venerdì 27 gennaio alle 7.55</strong>, appuntamento con le offerte di lavoro di <strong>Catapulta.it </strong>su <strong><a title="Cielo Tv" href="http://www.cielotv.it/" target="_blank">Cielo</a></strong>, l&#8217;emittente  tv in chiaro di Sky <strong>sul digitale terrestre, canale 26</strong>. Parteciperemo al programma mattutino<em> <a title="Buongiorno Cielo Programma Tv" href="http://www.cielotv.it/programmi/buongiorno_cielo.html" target="_blank">&#8220;Buongiorno Cielo&#8221;</a></em>, condotto da Paola Saluzzi, presentando, durante un collegamento telefonico, 4 offerte di lavoro ogni giorno. <strong>Seguiteci!</strong></p>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.catapulta.it%2Fcatapulta-su-cielo-tv.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=dark" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Quali sono le lauree più richieste? Chi sono i laureati che trovano lavoro?</title>
		<link>http://blog.catapulta.it/quali-sono-le-lauree-piu-richieste-chi-sono-i-laureati-che-trovano-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Baggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jobmagazine/Altro]]></category>
		<category><![CDATA[forse non tutti sanno che....]]></category>
		<category><![CDATA[il mondo del lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[assunzioni laureati]]></category>
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		<category><![CDATA[laureati in giurisprudenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Quali sono le lauree più richieste? Chi sono i laureati che trovano lavoro? Se cercate risposte che abbiano un minimo di fondamento, troverete di un certo interesse un articolo recentemente pubblicato sul sito della Gazzetta di Parma. 
Il redazionale in questione fa esplicito riferimento ai dati che al momento emergono dal sistema informativo Excelsior sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6802" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/laureati-e-lavoro.jpg" alt="laureati e lavoro" width="640" height="480" />Quali sono le lauree più richieste? Chi sono i laureati che trovano lavoro? Se cercate risposte che abbiano un minimo di fondamento, troverete di un certo interesse un articolo recentemente pubblicato sul sito della Gazzetta di Parma. <span id="more-6801"></span><br />
Il redazionale in questione fa esplicito riferimento ai dati che al momento emergono dal sistema informativo Excelsior sulle prospettive occupazione e professionali degli universitari.</p>
<p>Secondo questa indagine, le lauree in economia, seguite da quelle di ingegneria elettronica e informatica, e dalle professioni sanitarie sono i titoli più richiesti.<br />
Nelle ultime posizioni, invece, le lauree lettere e filosofia e psicologia.<br />
Da segnalare, l&#8217;aumento della richiesta rivolta a giovani in possesso di una laurea in farmacia, giurisprudenza, biologia, lingue e ingegneria industriale.<br />
Sempre per quanto riguarda i trend, in questo caso negativi, in calo le ricerche di laureati in architettura, ingegneria civile e ambientale, lettere e filosofia e scienze politiche.<br />
Per approfondire l&#8217;argomento sulle aziende che assumono laureati e sulle assunzioni rivolte ai giovani talenti, clicca sul link che segue:<br />
<strong><a href="http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/118241/Economia_resta_la_laurea_giusta_per_trovare_lavoro.html">Quali sono le lauree più richieste? Chi sono i laureati che trovano lavoro?</a></strong>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.catapulta.it%2Fquali-sono-le-lauree-piu-richieste-chi-sono-i-laureati-che-trovano-lavoro.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=dark" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Cos&#8217;è il contratto di inserimento?</title>
		<link>http://blog.catapulta.it/cosa-e-il-contratto-di-inserimento.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Monaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[il mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contratti di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[diritto del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.catapulta.it/?p=6798</guid>
		<description><![CDATA[Un quesito inviatoci da un nostro giovane lettore ci permette di spiegare che cos&#8217;è il contratto d&#8217;inserimento.
“Buongiorno,
sono un diplomato di 23 anni, fino ad oggi purtroppo disoccupato. In un colloquio di qualche giorno fa mi è stata (finalmente) proposta un’assunzione con contratto d’inserimento. Mi sapete dare qualche indicazione in più su questo tipo di contratto? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6799" title="contratto_d'inserimento" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/contratto_dinserimento.jpg" alt="contratto_d'inserimento" width="640" height="474" />Un quesito inviatoci da un nostro giovane lettore ci permette di spiegare che <strong>cos&#8217;è il contratto d&#8217;inserimento.</strong></p>
<p><em>“Buongiorno,<br />
sono un diplomato di 23 anni, fino ad oggi purtroppo disoccupato. In un colloquio di qualche giorno fa mi è stata (finalmente) proposta un’assunzione con contratto d’inserimento. Mi sapete dare qualche indicazione in più su questo tipo di contratto? E’ uguale agli altri contratti di assunzione? Grazie.”<br />
<strong> Matteo F</strong></em><strong>.<span id="more-6798"></span></strong></p>
<p>Caro Matteo, il contratto di inserimento, introdotto dalla “Legge Biagi”, è finalizzato appunto all&#8217;inserimento o al reinserimento del lavoratore nel mercato del lavoro, mediante un progetto individuale di adattamento delle sue competenze professionali a un determinato contesto lavorativo. Possono assumere lavoratori con contratto di inserimento i seguenti soggetti: enti pubblici economici; imprese e loro consorzi; gruppi di imprese; associazioni professionali, socio &#8211; culturali, sportive; fondazioni; enti di ricerca, pubblici e privati; organizzazioni e associazioni di categoria.<br />
I beneficiari del contratto di inserimento devono appartenere ad una di queste categorie: soggetti di età compresa tra diciotto e ventinove anni; disoccupati di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni; lavoratori con più di cinquanta anni di età che siano privi di un posto di lavoro; lavoratori che desiderino riprendere l&#8217;attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni; donne di qualsiasi età residenti in aree geografiche con elevato tasso di disoccupazione femminile; persone affette da un grave handicap fisico, mentale o psichico.<br />
Dal punto di vista normativo il contratto di inserimento è del tutto equiparabile ad un normale contratto di lavoro a tempo indeterminato: solo offre alcuni vantaggi in più sia al lavoratore (progetto di adattamento delle competenze), sia al datore (sgravi contributivi).</p>
<p><strong>Per qualsiasi approfondimento in materia di diritto del lavoro vi consigliamo <a href="http://www.wikilabour.it/Default.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1" target="_blank">Wikilabour</a>, la prima vera enciclopedia online dedicata alle norme e leggi che regolano l&#8217;universo di lavoro e professioni. L&#8217;abbiamo consultata anche noi per fornire questa risposta a Matteo.</strong>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.catapulta.it%2Fcosa-e-il-contratto-di-inserimento.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=dark" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Lavoro e famiglia in Italia. Secondo l&#8217;Istat le donne sempre più svantaggiate</title>
		<link>http://blog.catapulta.it/lavoro-e-famiglia-in-italia-secondo-listat-le-donne-sempre-piu-svantaggiate.html</link>
		<comments>http://blog.catapulta.it/lavoro-e-famiglia-in-italia-secondo-listat-le-donne-sempre-piu-svantaggiate.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 10:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Baggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jobmagazine/Altro]]></category>
		<category><![CDATA[forse non tutti sanno che....]]></category>
		<category><![CDATA[il mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta donna]]></category>
		<category><![CDATA[vite precarie]]></category>
		<category><![CDATA[donne e carriera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro donne]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.catapulta.it/?p=6789</guid>
		<description><![CDATA[In base a quanto si evince da un nuovo studio Istat “La conciliazione tra lavoro e famiglia”, sia gli uomini che le donne devono in qualche modo dividere e impiegare le proprie energie mentali e fisiche per lavorare e al contempo per accudire regolarmente bambini, adulti malati, disabili e anziani.
Secondo lo studio in questione, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6790" src="http://blog.catapulta.it/wp-content/uploads/2012/01/Lavoro-e-famiglia-in-Italia.-Secondo-lIstat-le-donne-sempre-più-svantaggiate.jpg" alt="Lavoro e famiglia in Italia. Secondo l'Istat le donne sempre più svantaggiate" width="400" height="400" />In base a quanto si evince da un nuovo studio Istat “La conciliazione tra lavoro e famiglia”, sia gli uomini che le donne devono in qualche modo dividere e impiegare le proprie energie mentali e fisiche per lavorare e al contempo per accudire regolarmente bambini, adulti malati, disabili e anziani.<span id="more-6789"></span><br />
Secondo lo studio in questione, sono circa 15 milioni e 182 mila gli italiani impegnati su questo duplice fronte, con il risultato che la loro partecipazione al mondo del lavoro ne viene pesantemente condizionata.<br />
Una situazione che pesa soprattutto sulle donne, tanto per cambiare sempre più svantaggiate! Infatti i dati Istat dicono che tra le madri di 25-54 anni, la quota di donne occupate è pari al 55,5%, mentre tra i padri raggiunge il 90,6%.<br />
La maggior parte delle donne, infatti, superata la fatidica soglia dei 30 anni, sembra destinata a una scelta categorica tra figli – famiglia e lavoro.<br />
La mancanza di servizi pubblici che aiutino le persone che devono accudire bambini, disabili o anziani è il principale impedimento per poter avere lavoro a tempo pieno.<br />
Ecco come incidono i figli sull’impegno lavorativo delle madri: sono inattive il 36% delle donne con un figlio, il 41,5% di quelle con due figli e il 62,0% delle donne con tre figli o più.<br />
Dati imparagonabili a quelli riguardanti gli uomini: pochi punti percentuali per i padri e i mariti impegnati a tempo pieno nella gestione delle incombenze familiari.<br />
Per farla breve: siamo nel 2012 ma lo squilibrio nel mercato del lavoro a sfavore delle donne permane, eccome!</p>
<p>Dite la vostra!
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